Canile di Rieti:
Primo Ingresso dopo 46 giorni
RINGRAZIAMO DI CUORE LE CENTINAIA DI PERSONE
CHE HANNO ADERITO ALLA PROTESTA
E LE ASSOCIAZIONI CHE SONO STATE
AL NOSTRO FIANCO.
IL SILENZIO TOMBALE IN SEGUITO ALLA PROTESTA
UNITO ALL'ASSENZA ALLA NOSTRA CONFERENZA STAMPA
DA PARTE DI 72 COMUNI SU 73 E' RAPPRESENTATIVO.
IGNORANZA? INDIFFERENZA? COLLUSIONE?
COMUNQUE INAMMISSIBILE. PER LEGGE.
Il 16 Ottobre 2007 i volontari sono rientrati dopo 46 giorni al Canile di Rieti scortati dagli agenti del Comando di Polizia Municipale sensibilizzato alla problematica e richiesto dal Comune di Rieti. Pur riscontrando una disponibile partecipazione ed una cortese volontà di risolvere le spinose problematiche notate solo adesso, parrebbe che per Rieti: il Passato è Passato. E questo principio seppur ragionevole per chi assume un incarico di responsabilità solo di recente NON PUO' e NON DEVE dimenticare e ridurre tutto ad una scaltra frase di circostanza. E se possibile deve esser ancor più incentivato a perseguire l'incresciosa assenza civica e legale avvenuta sino ad oggi nella propria provincia. Il passato è passato: Un antidoto intelligente per sollevarsi con ali di piuma e cera da spiacevoli prati d'ortica in cui incamminarsi. Un elisir diplomatico per brindare all'amnesia ed evitare di ungersi le mani nell'olio della vergogna e del lassismo. Un equilibrio precario fatto di stoffe ricucite. Un sughero che non può essere l'argine dell'oceano.
Una frase che riteniamo: ingiusta e pericolosissima.
Il Passato, per chi dall'insegnamento degli storici ha appreso, è Padre del Futuro. E' la radice che svezza il frutto. E al di là delle licenze poetiche il Passato è stato, un tempo, il Presente. Presente che i volontari e le associazioni hanno vissuto sulla loro carne, nel loro dolore, nelle difficoltà delle loro finanze, lontano dallo sguardo di chi ora si rende prodigo, sensibile ed operativo. E se prima, nel presente, non si agiva perchè sconosciuto. Ora, conosciuto, non si agisce perchè è ormai passato. Al di là della generosa e strategica disponibilità offerta, dall' unico Comune su 73 della Provincia di Rieti (che per convenzione hanno i 'loro' cani presso la struttura Tecnovett) presente alla Conferenza Stampa indetta dalle Associazioni, il benessere per gli animali detenuti in Canile non sembra essere stato modificato. E può ingannare solo uno sguardo vergine, che non conosce la metodica problematica di questa struttura, non lo vive ogni settimana, ogni mese, e non sa distinguere gli angoli in cui guardare, i dettagli da notare, i cani su cui soffermarsi. Il 16 Ottobre il canile aveva qualche box rotto tenuto con corde e assi di legno, qualche secchio lavato, qualche pedana meno sudicia e lorda. Il cemento umido di pulizia. L'umido di un'acqua che a Rieti fatica ad asciugarsi anche ai caldi raggi del sole di Ottobre: e che da Novembre fino ad Aprile, nel gelo secco dell'inverno, resta ad impregnare zampe e pelo degli animali. Ma questo non sembra preoccupare una delle voci della Asl che, attorno al tavolo di un aperitivo, asserisce che il disagio costante dell'umidità per un cane costretto a detenzione non sia maltrattamento così come con vanto afferma che il miglior amico del cane sia il cacciatore, libero di disfarsene qualora l'animale non 'serva' più. Questo -unito alla grave assenza dei comuni nel corso della conferenza stampa- dà il polso ed il parametro di quale valore abbia per Rieti il rispetto e la tutela del benessere animale.
In Canile c'erano cani entrati di recente ancora con la catena dell'accalappio al collo (hanno atteso che la togliessero i volontari, troppo affanno per gli operatori di servizio o della direzione sanitaria della struttura!), c'erano alcuni cani più magri e deperiti, e qualcun'altro non c'era più. Come e per quale causa è stato impossibile saperlo. C'erano cani evidentemente sofferenti, peggiorati nella vecchiaia o sconfitti dalla detenzione, non abbiamo potuto sapere cosa avessero, quale patologia manifestassero, quali profilassi di fatto fossero state effettuate su di loro e dove questo fosse scritto e documentato . Qualche giustificazione di una presumibile direzione sanitaria da accertare della struttura che rimbalza scomode responsabilità e nessuna risposta concreta avvalorata da documentazione che possa azzittire spontanee riflessioni e logiche deduzioni di incapacità. Con un sospiro in nome di una paziente attesa si è glissato anche su questo, così come sull'utilizzo immacolato di una infermeria inaugurata nel Luglio 2006 e lasciata come une vetrina.
Del resto, come ci è stato detto:' Un cane può anche morire'.
Indubbiamente Vero.
Ma è necessario e doveroso chiedersi PERCHE' muoia e COME muoia
e se possibile cosa sia stato fatto prima per evitare che morisse!
Tutto questo sembra quasi non interessare.
IL PASSATO E' PASSATO.
E questi cani, così come li vedete,
per Rieti già domani saranno passato!
I VOLONTARI DEL CANILE DI RIETI